Il programma di aiuti alimentari di Million Dollar Vegan

The Million Dollar Vegan Food Relief Program
Veg sul menù, e le pandemie non ci sono più

In un mondo senza Covid-19, staremmo progettando la nostra prossima sfida da 1 milione di dollari proprio in questo periodo, scegliendo un personaggio molto conosciuto e interessato ai temi della salute, dell’ambiente, dell’equità alimentare o degli animali, e sfidandolo/a a provare un’alimentazione vegetale in cambio di una donazione benefica di 1 milione di dollari. Nel febbraio 2019 abbiamo sfidato Papa Francesco a “Combattere i cambiamenti climatici con un cambiamento alimentare”, e lo scorso dicembre abbiamo invitato il Presidente degli Stati Uniti ad aiutarci a “Riportare l’America in Salute”. Eravamo certi che avremmo lanciato la nostra terza campagna quest’anno.

Ma con le vite e le possibilità di sostentamento di milioni di persone a rischio in tutto il mondo, i nostri piani sono cambiati. Molto semplicemente, non potevamo permettere che i più vulnerabili faticassero a sopravvivere, quando noi eravamo in condizioni di poter aiutare. Abbiamo così messo in pausa le nostre campagne, e abbiamo iniziato a preparare le nostre 4 settimane di aiuti alimentari in collaborazione con ristoranti locali, chef, associazioni benefiche e distributori in 10 paesi del mondo, per assicurarci di portare il nostro aiuto a quanti ne avessero avuto bisogno.

In quelle prime settimane, abbiamo donato:

  • 700 pasti a veterani senzatetto a Los Angeles, con l’aiuto dell’attrice Alicia Silverstone
  • 5.500 pasti a senzatetto e agli abitanti delle favelas in Sao Paulo, sostenuti dall’attrice Luisa Mell
  • 12.500 pasti a comunità vulnerabili ed emarginate in 6 città del Messico
  • 30.000 pasti a comunità disagiate a Buenos Aires, Argentina
  • 1.200 pasti a operatori in prima linea, senzatetto e rifugiati a Parigi
  • 700 pasti a ospedali e case di cura, più altri 150 pasti distribuiti per le strade di Madrid
  • 3.800 pasti a comunità bisognose di Londra
  • 1.000 pasti a operatori sanitari in prima linea a Torino e a famiglie vulnerabili in Lombardia
  • 38.000 pasti a famiglie bisognose e a lavoratori migranti a Pune, India
  • 43.330 pasti a famiglie in difficoltà e orfanotrofi ad Addis Abeba, Etiopia.

In totale, abbiamo distribuito 136.880 pasti vegetali.

LA PANDEMIA NON SI È FERMATA, E NON LO ABBIAMO FATTO NEANCHE NOI

Eravamo presenti in prima persona alla maggior parte delle distribuzioni di pasti e abbiamo potuto constatare di persona la differenza che la nostra azione stava compiendo. Avevamo portato cibi sani, nutrienti e vegetali a quanti in difficoltà, e contemporaneamente abbiamo lanciato al resto del mondo un messaggio importante: i tre quarti delle infezioni emergenti hanno origine dal mondo in cui trattiamo gli animali – sia in cattività che selvatici – e dalla distruzione senza scrupoli che compiamo sull’ambiente. Abbiamo incoraggiato le persone ad aprire gli occhi e a comprendere che, per quel che riguarda il cibo, ciò che fa bene alla nostra salute fa bene anche in termini di salute del pianeta, benessere degli animali, sostenibilità, equa distribuzione del cibo, salute globale e futuro di tutti noi.

In quelle quattro settimane abbiamo fatto tutto il possibile, e non ci è sembrato giusto porre fine al nostro programma di aiuti alimentari quando ancora il virus stava lasciandosi dietro una scia di persone senza speranza. Abbiamo deciso così di continuare a devolvere i nostri fondi per aiutare quanti ne avessero avuto bisogno.

  • A luglio, abbiamo portato 4.000 pasti alle famiglie della baraccopoli di Dharawi, in Mumbai, con l’aiuto dell’attrice Rakul Preet, e altri 520 pasti a famiglie bisognose a Pune
  • Abbiamo consegnato 1.000 ceste d’aiuti (incluse mascherine, acqua e sapone) ad una casa d’accoglienza per donne a Kapathipura, Mumbai, con il supporto della star del cinema Mallika Sherawat
  • Ad agosto, siamo venuti a conoscenza della crisi che stava colpendo le comunità del Maasai Mara in Kenya, dove l’assenza di turisti ha lasciato molte famiglie senza introiti e senza cibo. Abbiamo iniziato così a collaborare con l’operatore comunitario Jack Lekishon per distribuire 50.000 pasti – unitamente ad acqua, mascherine e prodotti per l’igiene – nei villaggi Maasai.
  • E poi è avvenuta l’esplosione a Beirut. Abbiamo immediatamente offerto 2.000 pasti per correre in soccorso delle famiglie rimaste senza casa.

UN MILIONE DI PASTI

A oggi, abbiamo fornito o donato direttamente 198.300 pasti vegetali ed è nostra intenzione fare molto, molto di più. Di fatto, ci proponiamo di donare un milione di pasti ai più bisognosi entro il 2022.

Abbiamo già molti progetti e collaborazioni in cantiere, inclusi 3.900 pasti offerti a comunità emarginate in California, Philadelphia e Massachussetts. E con l’avvicinarsi della Giornata Mondiale dell’Amazzonia (5 settembre) offriremo deliziosi e nutrienti pasti vegetali alle comunità dell’Amazzonia così duramente colpite dalla distruzione di questa foresta pluviale per tutti vitale e insostituibile.

Faremo tutto quanto in nostro potere per aiutare quanti in difficoltà attraverso il programma di aiuti alimentari, e continueremo a far sentire la nostra voce al resto del mondo, per spiegare come poter tutti collaborare a prevenire un’altra pandemia (nonché a ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiache, diabete, obesità, Alzheimer, alcuni tipi di cancro e morte prematura, e contemporaneamente a contrastare i cambiamenti climatici , la deforestazione, l’inquinamento e la perdita di biodiversità) semplicemente cambiando ciò che mangiamo.

Questa pandemia ci ha mostrato molto chiaramente che siamo tutti collegati, e che prenderci cura di noi e dei nostri cari significa anche prenderci cura del pianeta e dei suoi abitanti non-umani. E possiamo farlo passando ad un’alimentazione vegetale.

Se voleste saperne di più sul provare un’alimentazione vegetale per un mese, potete iscrivervi sul nostro sito e avere accesso ad una semplice e completa guida per diventare vegani, una guida a salute e nutrizione, e ad alcune delle nostre ricette vegan preferite.

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