Mangiare carne sta portando le specie selvatiche all’estinzione

Tutti sappiamo che gli animali d’allevamento vengono uccisi per la carne, e molte persone stanno iniziando a comprendere che soffrono e muoiono anche nelle industrie del latte e della carne. Tuttavia, in molti non sanno che gli allevamenti animali hanno un profondo e devastante effetto sugli animali selvatici. Così devastante, in effetti, che l’agricoltura animale sta portando all’estinzione decine di altre specie.

 

Il 60% delle popolazioni animali al mondo è stata spazzata via dal 19701 a oggi e l’agricoltura animale è indicata come una delle cause principali. Il problema è che produrre alimenti animali richiede molta più terra di quanta non ne richieda la produzione di alimenti vegetali, e per fare spazio per i pascoli e per le coltivazioni destinate ai mangimi enormi porzioni di foreste e di antichi habitat sono state rase al suolo. Gli animali selvatici che un tempo vivevano in queste aree sono stati scacciati o uccisi, e una tale devastazione ha portato all’estinzione innumerevoli specie. Quanti attribuiscono alla soia la distruzione della foresta Amazzonica potrebbero non sapere che la maggior parte della soia coltivata è destinata agli animali d’allevamento.

 

I ricercatori hanno individuato altre due cause per il declino delle specie selvatiche, ed entrambe sono collegate alle nostre abitudini alimentari. Per prima cosa, gli animali selvatici vengono cacciati fino all’estinzione e, in secondo luogo, la pesca sta decimando gli oceani. I dati mostrano che le popolazioni di pesci e di altri vertebrati marini, inclusi mammiferi marini, rettili e uccelli, si sono dimezzate dal 1970,2 e attualmente un terzo di tutti gli “stock” di pesci vengono prelevati ben al di sopra della sostenibilità biologica.3 Considerando che non è necessario, per noi, mangiare pesce, qualsiasi tipo di pesca è eccessiva.

Le aree maggiormente colpite sono il Centro e il Sud America, che hanno visto precipitare dell’89% le popolazioni di vertebrati, principalmente per via dell’abbattimento di vaste aree di foreste ricche di vita per coltivare soia destinata ai mangimi di maiali e pollame.4 Ma è la stessa storia in tutto il mondo.

 

Entro il 2050, si prevede che l’Africa perda il 50% dei mammiferi e degli uccelli, e la popolazione ittica dell’Asia probabilmente collasserà del tutto.5 La perdita di piante e di vita marina ridurrà la capacità della Terra di assorbire l’anidride carbonica, e quello esacerberà ulteriormente gli effetti dei cambiamenti climatici, che causeranno altra estinzione.

 

In Italia oltre un quinto del totale delle specie presenti è a rischio estinzione,6 secondo l’ultima analisi presentata dallo IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e rilanciata da Legambiente, con specie quali l’aquila del Bonelli (che vive solo in Sicilia e di cui restano solo 40 coppie), il Capovaccaio o la lucertola delle Eolie particolarmente minacciate. Nel rapporto di Legambiente “Biodiversità a rischio” di maggio 2018, la perdita degli habitat, i cambiamenti climatici e il sovrasfruttamento delle risorse sono stati indicati fra le cause principali del declino della biodiversità.7

 

Il danno che stiamo causando è immenso, e alcuni scienziati hanno dichiarato che siamo entrati nella sesta estinzione di massa del pianeta, la prima ad essere causata da una specie vivente – noi. Dobbiamo agire ora. Il Segretario Generale della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica ha affermato che i governi di tutto il mondo hanno appena due anni per raggiungere un accordo che fermi questa devastazione.

 

È fondamentale che i governi agiscano, ma non aspettiamo che siano loro a farlo. Ognuno di noi può fare la differenza ad ogni pasto.

 

Poiché occorre circa il 75% in meno di terreni agricoli per nutrire una popolazione vegan rispetto ad una che mangia carne,8 scegliendo un’alimentazione vegetale non solo possiamo nutrire più persone sfruttando meno terra, ma possiamo permettere alla natura di guarire. Le foreste potranno rigenerarsi (assorbendo così anidride carbonica dall’atmosfera e riducendo i cambiamenti climatici) e le popolazioni di animali selvatici potranno rifiorire. E lasciando i pesci alle loro acque, anche gli oceani e i loro abitanti guariranno.

 

L’estinzione è per sempre, ma non è troppo tardi per salvare le altre specie animali con cui condividiamo questo pianeta. Inizia subito. Scarica la nostra Guida per diventare vegano per scoprire di più.

 

  1. Damian Carrington, ‘Humanity has wiped out 60% of animal populations since 1970, report finds,’ The Guardian, 30 Oct 2018. [https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/30/humanity-wiped-out-animals-since-1970-major-report-finds]
  2. Dermot O’Goran, ‘Overfishing is as big a threat to our humanity as it is to our oceans’, The Guardian, 15 Feb 2016.
  3. ‘The state of world fisheries and aquaculture’, The United Nations Food and Agriculture Organization, 2018 [http://www.fao.org/3/i9540en/I9540EN.pdf]
  4. Damian Carrington, ‘Humanity has wiped out 60% of animal populations since 1970, report finds,’ The Guardian, 30 Oct 2018. [https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/30/humanity-wiped-out-animals-since-1970-major-report-finds]
  5. Jonathan watts, ‘Stop biodiversity loss or we could face our own extinction, UN warns’, The Guardian, 6 Nov 2018 [https://www.theguardian.com/environment/2018/nov/03/stop-biodiversity-loss-or-we-could-face-our-own-extinction-warns-un]
  6. Adnkronos, ‘Un quinto delle specie italiane a rischio estinzione’, AdnKronos, 5 Maggio 2018 www.adnkronos.com/sostenibilita/risorse/2018/05/22/quinto-dellespecie-italiane-rischio-estinzione_OzSZDfw2kLsGZIkLtDRJaP.html
  7. Legambiente, ‘Biodiversità a rischio’, Maggio 2018 www.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_biodiversita_a_rischio_2018.pdf
  8. Dr Joseph Poore, Oxford University

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