Anche le piante soffrono

Le piante sono organismi davvero incredibili. Possono vedere, ascoltare, odorare e rispondere di conseguenza. Lottano per il proprio spazio, cercano cibo, ingannano i predatori e intrappolano le proprie prede.

Ma possono provare dolore? Quasi certamente no.

Non hanno un sistema nervoso centrale né recettori del dolore, e il dolore è una sensazione creata apposta per farci reagire rapidamente, per combattere o scappare, e la maggior parte delle piante non sa reagire rapidamente, e nessuna di loro può scappare. Non c’è nessun bisogno biologico perché debbano provar dolore, né alcun vantaggio per loro nel provarlo.

Quello che ci interessa evidenziare, però, è che nessuno di noi può essere davvero sicuro del dolore altrui. Certo, se dici che provi dolore da qualche parte le persone ti credono, ma per quelle creature che non possono parlare, gli scienziati si affidano a due parametri: hanno gli attributi fisiologici necessari a provare dolore? E si comportano come se provassero dolore? Per questo sappiamo che i guaiti del nostro cane che ha appena calpestato le pungenti foglie di un cardo sono guaiti di dolore. Sappiamo che una scrofa in una gabbia di gestazione, un pollo in gabbia, un vitello in un recinto da ingrasso e una pecora in un camion diretto al mattatoio soffrono. Sempre più numerose ricerche indicano che i pesci provano dolore. Ma le piante?

È possibile che un giorno scopriremo che le piante provano qualcosa che potremmo paragonare al dolore, e se anche questo ci importasse più della sofferenza degli animali, faremmo comunque meglio a restare vegani. Il perché è semplice: i vegani mangiano molte meno piante di quanti mangiano invece carne.

Cosa? Proprio così.

Gli animali d’allevamento mangiano un terzo del raccolto mondiale di cereali e il 70% del raccolto mondiale di soia, ma ci restituiscono molta meno carne, latte e uova di quanto non consumino in piante. E quando ci cibiamo di animali, siamo responsabili di tutti i raccolti “sprecati” con cui li abbiamo nutriti.

Quindi, possiamo significativamente ridurre qualsiasi potenziale sofferenza delle piante scegliendo vegan, e contestualmente ridurre la reale sofferenza degli animali.

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